Fiaba 18 – Il Gran Visir (O kunto tu Gran Biziri)

IL GRAN VISIR (O kunto tu Gran Biziri = Il racconto del Gran Visir), versione raccontata da Paola Chiàppena a Calimera, il 5 novembre 1883, e raccolta da V. D. PALUMBO.

             La parte centrale di questa fiaba, della quale nei quaderni di V. D. PALUMBO sono presenti due versioni, corrisponde al tipo 874 dell’indice AARNE-THOMPSON, presente soprattutto in Turchia e nella regione serbo-croata. Un riscontro italiano può essere trovato nella fiaba romana Il re superbo della raccolta di CALVINO, il quale afferma di aver visto altre versioni simili in Lombardia, Abbruzzo, Puglia e Calabria. LO NIGRO riferisce una versione palermitana, anch’essa sostanzialmente vicina alla nostra, che egli accosta alla fiaba turca Il bel Giuseppe, molto diffusa nella penisola anatolica. L’insolito titolo della nostra versione, presente nel manoscritto, sembra segnalare anch’esso l’origine turca del racconto.

            Analizzando più in particolare il testo riportato, si può osservare che esso ha in comune col racconto siciliano il motivo iniziale dei tre doni che il padre reca da un viaggio, ma si avvicina maggiormente alla versione romana per quanto riguarda le imprese compiute dalla protagonista nel corso della sua ricerca del principe.

            A differenza però delle altre versioni, la nostra risulta contaminata nella parte finale con nuovi motivi (lo specchio fatato, il vento che trasporta la ragazza dalla famiglia, l’ordine del marito che viene disatteso), che compaiono anche in un’altra fiaba della nostra raccolta.

 

 

icona2    O KUNTO TU GRAN BIZIRI

 

           

Io’ mia forà c’ìone ena’ markanto, ce uso markanto iche tris kiatere, pu isan òrie ole ce tri, ma e kèccia io’ però pleon deferenta, ‘en iche sìmeli, io’ pròbbio la dea Venere. Mian emera es fònase tuo ce os ipe: – Evò ènna tarasso ja larga, dunque evò nâo na sa vriko sekundu sas finno,