Griko (O griko)
Un apologo per raccontare, personificandola, di una lingua, il griko, in via di estinzione
» Continua
Un apologo per raccontare, personificandola, di una lingua, il griko, in via di estinzione
» Continua
Una vecchia donna, della quale si dice che abbia perduto la ragione, attende il ritorno del marito e del figlio…
» Continua
Il prete deve rivelare alla donna una notizia importante, che riporta alla memoria una vecchia, dolorosa storia…
» Continua
“Come una quercia annosa,
stracarica di anni…”
Insieme alla lingua, tramontano anche un mondo e una civiltà che al poeta ricordano l’infanzia: i suoi profumi, la gente che la animava, gli affetti…
» Continua
“La cappella di san Vito
se ne sta tutta sola…”
Il ricordo della cappella di San Vito, con la sua grossa pietra forata, che per tradizione e devozione bisognava attraversare il giorno di Pasquetta, offre al poeta l’occasione per rivivere lontane emozioni e parlare di sé.
» Continua
“Ndilì, ndilì, ndilì…
Così ci chiamava al mattino…”
Il suono della campana è, nel ricordo, un suono d’infanzia, che invita a correre a scuola, ma è anche, nel presente, un suono più mesto, evocativo di altre partenze.
» Continua
Divertente macchietta che descrive il ritorno a casa di due “fuggitivi” (la fuga d’amore che consentiva a due innamorati, desiderosi di sposarsi ma non in grado di farlo, di imporre la loro decisione e celebrare subito le nozze) che invocano il perdono dei genitori…
» Continua
“Madre mia, mi puoi dire perché Dio
di vita non ti ha dato ancora un poco?…”
Rimpianto per la madre che, vissuta tra le difficoltà, non può ora godere di qualche piccola soddisfazione che il miglioramento delle condizioni di vita le avrebbero permesso.
» Continua
“Leggere da mia madre qualche libro
– posso dire – nessuno ha visto mai…”
Insegnamenti di vita che non vengono dai libri ma dall’esempio di una madre
» Continua