Fiaba 41 – La licenza del soldato (Cuntu de lu surdatu)

Raccontata da Francesco Gaetani a Calimera, il 30-31 ottobre 1883, e raccolta da V. D. PALUMBO.
Un re sotto false spoglie salvato dai briganti per il coraggio di un soldato (corrispondente al tipo 952 dell’indice AARNE-THOMPSON) si trova nella fiaba russa Il soldato e lo zar nel bosco (AFANASJEV, p. 226) e nella fiaba dei fratelli GRIMM Gli stivali di bufalo (199). Nel nostro racconto però questa storia è inserita in un contesto più ampio e ricco di particolari e personaggi: dai monaci ingordi ai tipici travestimenti da medico.

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Fiaba 42 – La ragazza che sapeva fare le ciliegie (O kunto ku la cerasa marena)

Raccontata da Donata Guido a Calimera, dal 9 al 22 novembre 1885, e raccolta da V. D. PALUMBO.
Due diversi motivi vengono fusi in questo racconto: quello della ragazza saggia che riesce a risolvere vari problemi proposti dal re (tipo 875 dell’indice AARNE-THOMPSON) e quello della ragazza che si traveste da uomo (884 B).

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Fiaba 44 – Il caporale e la principessa di Spagna (O kunto mi’ kiatera atti’ Spagna)

Versione appartenente a un gruppo di testi scritti con grafia diversa, senza data e recanti il nome di Tommasi Niceta.
Per la trama di questa fiaba e gran parte dei particolari presenti non ho trovato riscontri, ad eccezione del motivo dei vecchi incontrati dal protagonista che chiedono notizie agli animali.

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Fiaba 45 – Offesa a San Giovanni (O kunto mon a’ Giuvanni)

Senza titolo nel manoscritto e appartenente a un gruppo di testi con grafia diversa e recanti il nome di Assunta.
Nella nostra tradizione il compare di battesimo, che viene collegato con il culto dell’apostolo S. Giovanni, assume un ruolo assimilabile a quello dei parenti più prossimi. Che egli potesse approfittare della sua posizione, venendo meno alla fiducia accordatagli, doveva essere avvertito perciò come una colpa particolarmente odiosa e grave. Credo che derivi da un simile contesto il senso delle due storie analoghe presenti nella nostra raccolta.

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Fiaba 46 – La brutta Irene (O kunto mi’ kiatera àscimi)

Versione senza titolo né data,, appartenente a un gruppo di testi scritti con grafia diversa e recanti il nome di Lucia Montinari.
Di questa fiaba ho trovaro un solo riscontro nell’indice D’ARONCO, dove d’altra parte essa viene inserita tra le fiabe non classificate da AARNE-THOMPSON. Vi si racconta di una ragazza che finge di essere corteggiata dal principe, fabbrica un bambino di pasta, attribuendone a lui la paternità. Tre fate, che la ragazza accoglie ospitalmente, la fanno diventare bella, e il principe la sposa.

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Fiaba 47 – La mula che era la Madonna (O kunto mi’ mula)

Senza titolo nel manoscritto, appartenente a un gruppo di testi con grafia diversa e recanti il nome di Lucia Montinari.
Un intreccio abbastanza originale di motivi diversi caratterizza questa storia. E’ presente anzitutto il motivo del cavallo consigliere, che si ritrova spesso nelle fiabe, stavolta però al femminile, con la strana identificazione della mula con la Madonna.

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Fiaba 48 – Il prete e la salsiccia (O kunto mi’ sarditza)

Raccontata da Micareddha a Calimera, il 19 dicembre 1911, e raccolta da V. D. PALUMBO.
Sembra, la nostra, la variante di una storiella diffusa nel nord-Europa (1785 A dell’indice AARNE-THOMPSON), nella quale il cane del sagrestano ruba la salsiccia dalla tasca del prete. Interessante l’ambientazione tutta locale del racconto.

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